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Saturday, December 29, 2012

This is weird

Have you ever woken up in the morning having dreamed up a set of game mechanics? Not that what I've got are especially original, or even complete mechanics, but I'm like WTF?! — and now I feel obliged to give them a little more thought, make something out of them. In fact, what I dreamed up are mechanics for a specific part of an RPG, very traditional but with a twist; now I'd need to figure out the rest of the game which should come with them. Like: I've got this rules for driving you to the ground and razing whatever you built and sow salt on it; now of course I need a game structure in which you build things up.
Still, weird.

More thoughts as a pin-board for the mind: it's all about the roll-to-hit fetish, I guess (a fetish I used to swear I got over, go figure!) and how things go CLANG!, and you pile up on dice and then everything goes BOOM! Also, Hokuto no Ken, but not really (could be a very angry Jesus, or King Arthur).

Wednesday, September 2, 2009

Un sogno che ho fatto la notte scorsa

C'è un'abbazia che ospita le spoglie terrene di un santo. Una volta l'anno, per tradizione, il sarcofago viene aperto e i monaci più anziani ricompongono il corpo (lo scheletro, oramai), rassettandone o rinnovandone le vesti e gli ornamenti. Un tempo questa era una grande occasione di festa: il sarcofago aperto veniva issato sull'altare maggiore e il popolo tutto andava a rendere omaggio al santo. Oggi invece i visitatori sono molti meno, e il feretro non viene collocato su alcun altare, ma steso su un tavolo di lavoro in un angolo d'una sagrestia - in una stanza abitata, normalmente luogo della vita quotidiana, in mezzo a oggetti d'uso quotidiano (c'è perfino un grosso televisore che incombe proprio sul tavolo in questione, e ovunque affollamento di cose, un vivo e vitale disordine).

Una tradizione che invece non è cambiata è quella per cui - dalle porte della torre inaccessibile ove il santo è custodito negli altri 364 giorni dell'anno - il pesante sarcofago intarsiato viene trasportato fino al tavolo da un solo uomo, un monaco giovane che si offre volontario per esprimere in tal modo la propria devozione. Si tratta di un compito immane (in epoca medievale, certamente, più d'un monaco è rimasto ucciso nello svolgerlo): io che assisto alla festa come visitatore, e sono uno dei pochi, vedo l'uomo caricarsi sulle spalle questo peso enorme, che sarebbe troppo anche per due o tre uomini, e correre, correre arrancando furiosamente, per giungere a depositarlo prima d'esserne schiacciato a morte. Giunto alla sagrestia il monaco si lascia cadere con la cassa in spalla sul tavolo sotto il grande televisore, e svanisce. Inizialmente penso sia stato schiacciato, spappolato come un insetto tra il sarcofago e il tavolo, ma poi mi avvedo che si è lasciato cadere di lato, nello spazio sottile tra il tavolo e il muro, e lì giace a terra come morto (qualche tempo dopo noterò un movimento della sua gamba, da cui capirò che è ancora vivo, se pur esausto). Nel frattempo vedo anche che la bara è posata sul tavolo, ma di traverso, e rischia di cadere. C'è accanto un altro giovane monaco (credo con in mano un incensiere), che so trovarsi lì proprio per questa eventualità: suo è il compito di posizionarla correttamente, come il portatore esausto non ha certamente potuto fare. Egli sembra però intimorito (dalla sacralità della reliquia? è a disagio nell'avere a che fare con un cadavere? o semplicemente teme di sbagliare e che la preziosa cassa cada?), e infatti la tocca con esitazione, quasi come se la saggiasse, e invece di riuscire a spingerla in posizione la fa cadere rumorosamente verso di sè. Poco male: nessuno è ferito, e la cassa - che non si è aperta - viene sollevata con fatica da un paio di persone (compreso il chierico che ha sbagliato) e sistemata finalmente sul tavolo in maniera sicura.

Passa un po' di tempo. Vengono uno o due monaci anziani ad aprire il sarcofago. Provo un po' di timore, perché sto per vedere un cadavere, ma sono anche (morbosamente?) curioso. Tolto il coperchio, l'interno della bara è interamente coperto da un velo bianco, forse con un ricamo di fiorellini rosa. Il monaco anziano sta benedicendo. Io provo un certo sollievo (perché lo scheletro non è visibile?), anzi, sono sempre più rassicurato. Constato che quasi tutti se ne sono andati - anzi, sono rimasto l'ultimo turista a perseverare, l'unico che gironzola dentro e fuori dalla porta della sagrestia aspettando di vedere che cosa succederà dopo. Non ci sono neppure i monaci giovani. Presumo che gli altri siano andati via per il timore di vedere un cadavere, e penso che sono stati un po' sciocchi. Dopo qualche tempo effettivamente il velo bianco viene tolto, e vedo il corpo del santo: è ridotto a uno scheletro, con solo qualche brandello di materia non ossea (più saponificata che non mummificata?) ancora attaccato, ma nel complesso mi appare come se fosse di pietra. Sì, ha l'aspetto di qualche antichissimo bassorilievo raffigurante uno scheletro. Indossa, inoltre, una mitra da vescovo, un ampio medaglione o collana sopra una tunica porpora, e altri paramenti sacri. Non mi fa alcuna paura o disgusto. Affettuosamente, i monaci anziani si dedicano a curare le spoglie del santo - credo che le rivestano, ne puliscano i gioielli e cose simili. Assistere a questa loro attività mi riempie di un profondo, profondo senso di pace.

Monday, March 9, 2009

Il sonno agitato nel quale sognai Adolf Hitler

Una notte, in un sonno agitato, tormentato da un affanno di respirazione imputabile forse a una lieve influenza, faccio un sogno febbrile di antiche rovine labirintiche e di un numero incerto di esploratori/avatar di me stesso (certo gli indefiniti "PG" di un modulo d'avventura) che in un accampamento di esploratori rivali incontrano... Hitler. Uno Hitler alquanto goffo e poco spaventoso, aggiungerei - certamente non armato di un'armatura robotizzata e di una coppia di minigun, ma anzi accompagnato da un solo luogotenente all'apparenza neppure molto capace. Hitler-sogno inizia a parlamentare con le indefinite figure pseudo-protagoniste, e io inizio a preoccuparmi davvero, temendo di aver commesso un tragico errore masterale.

Di norma non dovrei essere particolarmente preoccupato per il destino di Adolf Hitler, se non fosse che ho in corso una campagna la cui ambientazione è riassumibile in "eroi pulp della II Guerra Mondiale con modesti super-poteri contro la minaccia nazista", utilizzando il Solar System di Clinton Nixon/Eero Tuovinen, e ne sono Story Guide (corrispettivo del master).
...e improvvisamente, nel bel mezzo dell'incubo, mi rendo conto che nel Solar System non ho il potere di salvare la pelle al PNG "Hitler" se i giocatori sono seriamente determinati ad ammazzarlo!
Inizio a considerare freneticamente se conferire a Hitler in maniera estemporanea il Secret of Avoidance che permette la fuga sfruttando un'anomalia nella curvatura spaziale o simili mystic-babble, quello che ho coniato per un PNG massone... ma allora, Hitler è un massone? Insomma, nel mio incubo, sentivo di aver commesso un errore irrimediabile mettendo in scena Hitler: sentivo che la Seconda Guerra Mondiale e di conseguenza la nostra campagna potevano terminare da un momento all'altro. Il mio intero passato di GM tradizionale mi alitava contro, come una schiera d'erinni dal fiato velenoso: Stolto! Hai commesso un errore fatale! Il Sogno sta per spezzarsi!

E in quella riapro gli occhi, e fissando lo sguardo nel buio immediatamente mi appare - mentre l'ansia dell'incubo si dissipa - la più naturale delle ovvietà:

LA MORTE DI ADOLF HITLER NON È LA FINE DELLA GUERRA

Non sono uno sceneggiatore di Hollywood, e certe cose dovrei ben saperle: la soppressione fisica di un ipotetico boss monster non è una vera soluzione.

Ore dopo, ripensando con lucidità a quel mio incubo notturno, mi accorgo di come quelle parole viste scritte nel buio a grandi lettere maiuscole si limitassero a grattare la superficie delle cose.
In primo luogo, la fine della Seconda Guerra Mondiale non implica in alcun modo la fine della nostra campagna.
In secondo luogo, la fine della nostra campagna, decretata da azioni compiute in gioco, non rappresenta in alcun modo un'eventualità infausta: anzi, è il punto a cui vogliamo arrivare! Dovremmo forse giocare un'eterna saga inconcludente, salvo poi stare a guardare gli americani che vincono la guerra ricalcando gli avvenimenti storici? Non credo proprio.

(Infatti, se la campagna dovesse svilupparsi in un piano per uccidere Hitler, e il piano riuscisse... in tal caso non ci sarebbe nulla di male a far terminare la guerra per mezzo di un espediente razionalmente tanto semplicistico. D'altra parte, la Trascendenza di uno qualunque dei personaggi potrebbe, se è ciò che il giocatore vuole, mettere fine alla guerra.)