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Thursday, April 7, 2011

Running for the Ronnies

Another round of the Ronnies is just over and this time I was able to enter the contest, something I've been wanting to do since Ron re-started this endeavor in January but I haven't been able to. It seems to be a sort of a new tradition that you now have exactly one Italian participating in each round, though, so I'm happy I upheld it.
The reason I was able to participate, of course, is that this time I got an idea for a game which resonated strongly with me, and I got it early enough that I was able to actually start designing it before the final countdown. My game is called The Shackled Self, by the way, and it uses "lust" and "chains" for keywords out of the very inspiring "amazon lust queen chains" set (and, don't get me wrong: all of the Ronnies keyword sets have usually been amazing, but anything about lusting for chained queens apparently turns me on, polysemantically named e-bookshop or not).
One thing which didn't fit in the mad 24 hrs. design & writing crunch, though, is a Forge-style reference list… and then I noticed that other contestants managed to include it, which made me envious as fuck. So here you are:

· The Shackled Self's first and foremost inspiration, overall, is a couple of wonderful 2-players games: Ron Edward's S/lay w/Me and Tim C. Koppang's Mars Colony (for the Prince-Temptation or sometimes Prince-Mountain creative dynamics).
· Then, Ben Lehman's The Drifter's Escape, a 3-players game with fixed and asymmetrical player roles and a single protagonist.
· From Tobias Wrigstad's GR (you know I can't spell its full title on the interwebz!), which is the best jeepform ever, I lifted a good-sized chunk wholesale (keeping eye contact and knowing what to say as a pvp mechanic).
· A game of Danielle Lewon's Kagematsu which I played just the day before designing TSS suggested me the "player dominating a scene" concept (K. also being a game of asymmetrical 1 vs. 1 dynamics).
· Alessandro "Vito" Temporiti once made a game called La decisione di Giuda ("Judas' choice"), which was all about externalizing a single character's dilemma by crafting a three-players dynamic out of it, and it was wonderful to play.
· Jonathan Tweet's Everway and Vincent Baker's Apocalypse World (suggestive questions as a springboard for creating).
· Vincent Baker's In a Wicked Age…, Paul Tevis's A Penny for My Thoughts, Matthijs Holter's Archipelago II and, less directly but ultimately, Ben Lehman's Polaris (explicit verbal commands to signal/resolve a conflict; I confess I included this as a form of lazy design, since it's so expedient).
· Everything Nordic for showing me that you only need resolution mechanics in a game when you need 'em. Everything Nordic, yeah, but especially Matthijs Holter's Society of Dreamers (also for the ouja board thing, which I now realize I made into the mandala thing).
· Vincent Baker's In a Wicked Age… (again) and Meguey Baker's 1001 Nights are the first games I met with snacks & drinks recommendations included in their manuals (great stuff!). Vincent Baker's Toward One, also, for reminding me that coffee, too, is a meditation-enabling infusion.
· Plus lots of other games and stuff which I sort of interiorized, of course, so that I can't pinpoint the titles and authors specifically. But I'm made out of you, people, you know? Made of you! Love ♥.

So, what's left…? Yeah, wish me good luck, I guess.

Wednesday, November 4, 2009

Polaris con ghiaccio (ricetta)

Quella che segue è la ricetta di una bevanda alcolica che io chiamo "un Polaris con ghiaccio". Ve la presento per celebrare l'uscita, e il successo, del libro omonimo - sebbene la stagione ormai si sia fatta, temo, decisamente troppo fredda perché possiate adeguatamente gustarla.
Non immaginate ora che si tratti della ricostruzione di una ipotetica bevanda che i Cavalieri di Polaris sorbivano abitualmente ai tempi dello splendore... Infatti, gli ingredienti principali sono, a ben pensarci, talmente meridionali (caffè, rum e quindi distillato di canna da zucchero, cardamomo) che nulla sembra accomunare questa bevanda a Polaris se non il ghiaccio.
La ragione del nome che ho scelto, infatti, è meramente biografica: improvvisai la ricetta di questo drink nell'agosto del 2008, mentre ero al lavoro sulla traduzione di Polaris (e questo dovrebbe darvi l'idea di quanto lunga e travagliata ne sia stata la storia editoriale: si pensi che allora il completamento della traduzione appariva urgente!) ed esso mi tenne compagnia durante le lunghe e appassionate notti estive che dedicai a tale opera. Se la prosa dei primi capitoli di Polaris - la mia prosa! - vi appare eccessivamente fantasmagorica e purpurea, dunque, ora già sapete che io declinerò ogni responsabilità di questo scaricandola, come mio solito, sull'alcol.


Ingredienti del "Polaris con ghiaccio"
  • Acqua,
  • caffè in grani,
  • cardamomo in baccelli,
  • rum ambrato (sui 3 anni d'invecchiamento)
  • e ghiaccio.
Ci si assicuri inoltre di avere a disposizione un macinino da caffè, un fornello e un frigorifero.


Preparazione del "Polaris con ghiaccio"

Per prima cosa, occorre preparare (in anticipo) del caffè freddo aromatizzato al cardamomo.
Il cardamomo è una spezia largamente usata nella cucina dei paesi arabi e indiana, ma molto poco conosciuta in Italia; i baccelli essiccati possono essere acquistati in alcuni negozi di alimenti orientali e il loro utilizzo più semplice e pratico è aggiungerli al tè (puliteli nel modo che descrivo di seguito e bollite i granuli nell'acqua con la quale preparerete un semplice tè all'inglese).
La parte da utilizzare sono i granuli neri contenuti all'interno, e l'operazione di pulizia è in effetti un po' laboriosa. Aprendo a mano i piccoli baccelli, uno a uno, generalmente vi si troverà dentro quello che appare come un unico blocco nero e rugoso. In realtà, il frutto fresco sarebbe pieno di una gelatina lattiginosa, la quale asciugandosi ha però formato come una pellicola di colla secca che lega assieme i semi. Occorre perciò sgranare i semi dividendoli a mano (si noterà la gelatina secca cadere via nella forma di piccoli fiocchi bianchi), perché altrimenti la pellicola, quasi impermeabile, tratterrebbe la maggior parte dell'aroma nonostante la bollitura in acqua.
Si metta quindi una generosa dose di granuli di cardamomo nell'acqua fredda (meglio usare acqua minerale naturale) e la si faccia bollire per preparare con essa il caffè.
Il caffè va preparato alla maniera "americana" (attraverso un apposito imbuto rivestito all'interno con un filtro di carta) oppure "alla tedesca" (semplice infusione in acqua calda dei grani di caffè tritati grossolanamente, poi filtrata con un colino da tè). Per i caffè speziati, come in questo caso, io preferisco il secondo metodo, perché permette di lasciare anche i granuli di cardamomo nell'infusione fino all'ultimo momento. Macinate da voi stessi il vostro caffè! La preparazione "all'americana" richiede una macinatura meno fine rispetto alle macchinette "moka" o alle macchine da espresso, e il metodo "alla tedesca" la vuole ancora meno fine, perciò le miscele di caffè già macinato commercializzate in Italia non sono adatte. Si rammenti anche che le bevande fredde (sia tè, sia caffè) vanno sempre preparate più forti rispetto a quelle da consumare calde, altrimenti risulterebbero quasi insapori.
Quando il caffè è pronto (e ricordate di filtrarlo accuratamente se l'avete preparato con l'infusione alla tedesca!) lo si lasci raffreddare a temperatura ambiente per quanto è necessario, poi lo si metta a riposare in frigorifero per diverse ore. Una provvista di caffè freddo può essere conservata in frigorifero per 2-3 giorni prima di cominciare a inacidire.

Al momento di servire, si prenda un bicchiere piccolo e senza stelo, a forma di tronco di cono rovesciato, e vi si posizioni un singolo grosso cubetto di ghiaccio sul fondo. Sul ghiaccio versare immediatamente 1 parte di rum e poi 2 parti di caffè freddo al cardamomo. Mescolare brevemente con un cucchiaino da caffè.

Ecco pronto il vostro "Polaris con ghiaccio", rinfrescante bevanda da meditazione per lunghe e solitarie notti estive. Consiglio di sorseggiarlo lentamente, nell'arco di trenta minuti o più, per accompagnare una lettura particolarmente coinvolgente o un processo di scrittura particolarmente sconvolto. Favorisce l'estasi creativa e le lacrime apparentemente immotivate.