Thursday, June 3, 2010

I reietti di Eden

Sto buttando giù la mia entry per questa simpatica "mini-competizione". Uhm, a dire il vero in [molto meno di] un giorno ho già integralmente scritto la prima bozza di regole: ora occorre un po' di "testo di colore" e poco altro, e auspicabilmente una prova su strada.
È qualcosa di tamarrissimo, o almeno, di molto più tamarro di quanto mi aspettavo da me stesso di questi tempi... E, come direbbe il Castellani, "è fantasy". Ma in casi del genere "la prima idea dev'essere quella buona", no? Altrimenti, che senso avrebbe partecipare a questo genere di competizioni? Al momento rammendo lo strappo nella mia coscienza col ripetermi che mi è uscito tutto di getto e che di certo non dedicherò molto tempo o sforzo a questo progettino, che è "una sciocchezzuola". Vedremo.

Thursday, May 13, 2010

Non puoi bere due volte dallo stesso fiume

Anche oggi in questo mio palazzo
il cielo si è spaccato,
una montagna è caduta,
un vitello è nato morto,
e un fiore di campo si è schiuso.

Thursday, April 8, 2010

Naked Went the Gamer

Il titolo è di un articolo di Ron Edwards che trovo molto interessante e godibile. Tempo fa, acquistai un numero di Fight On! (la rivista del cosiddetto "Old School Renaissance") appositamente per poter leggere questo brano, incuriosito dalle controversie che aveva suscitato in giro per la Rete (offendendo la delicata sensibilità, o forse dovrei dire l'amor proprio, dei soliti geek dalla pelle troppo sottile). Nonostante lo scarto generazionale tra "il professore" e me, mi resi conto di condividere di cuore gran parte delle sue posizioni. Sono stato quindi felicissimo di scoprire recentemente che l'articolo è stato messo online sul sito dell'autore: lo segnalo dunque ai miei lettori, raccomandandolo con trasporto.

Monday, March 22, 2010

Ultimi acquisti

La settimana scorsa ho trascorso il mio weekend in fiera a dare una mano agli amici di Janus come dimostratore di Polaris, e già che c'ero ne ho approfittato per fare acquisti... In particolare, alcuni titoli del catalogo Narrattiva che desideravo e che mi mancavano. Ecco che cos'ho comprato:
  • Sporchi Segreti (Dirty Secrets di Seth Ben-Ezra). Penso che questo gioco sia un capolavoro. Mi aveva molto favorevolmente colpito già in una breve dimostrazione fattami da Michele Gelli durante Utopia Rouge, e per fortuna poco dopo l'acquisto ho quasi subito avuto l'occasione per una partita completa con un gruppo di amici molto affiatati. Risultato: anche meglio delle mie aspettative. Un capolavoro! Massimo coinvolgimento, emozioni forti, e un insieme di meccaniche che continuano a scagliare sui giocatori, a moltissimi livelli, continui colpi di scena e sorprese (e sempre significativi). È un design che mostra a che cosa può servire davvero l'inserire meccaniche per "la risoluzione dei conflitti". Particolarmente degna di lode anche la scelta di localizzazione "forte", che adatta il gioco a un'ambientazione italiana per mantenerlo vicino al vissuto dei giocatori... cioè per fornire una vera "traduzione" dell'esperienza di gioco voluta dall'autore.
  • Mille e Una Notte (1001 Nights di Meg Baker). L'unico dei miei acquisti a essere fra le "nuovissime uscite", è un libriccino agile, piacevolmente "fresco" alla lettura oltre che piuttosto bello a vedersi. Quei miei amici che l'hanno già provato mi assicurano che il gioco si porta agevolmente a compimento in un paio d'ore e che riesce benissimo con soli tre giocatori: tutte grandi qualità, grazie alle quali - non ne ho dubbi - potrò molto presto mettere alla prova questo gdr e, salvo delusioni che sinceramente non mi aspetto affatto, ripetere l'esperienza più e più volte. Rispetto alla media dei prodotti librari di Narrattiva è anche costato poco, ohibò!
  • The Upgrade (di Olle Jonsson, Thorbiörn Fritzon e Tobias Wrigstad). Un classico del jeepform, precedente a Dubbio. Non sono del tutto convinto, lo ammetto, da quest'operazione che si sta facendo di commercializzazione delle traduzioni italiane di scenari che invece, nella loro versione in lingua inglese, sono liberamente disponibili per il download; ma d'altra parte riconosco che avere a disposizione in lingua italiana i vari componenti del gioco mi sarà estremamente utile, e tale comodità è un bene legittimamente commerciabile. Di certo il gioco non ha più scuse per non essere, prestissimo, inserito nel cartellone dei Ciuchi nella Nebbia, che stanno giusto ora riprendendo le loro attività (non più presso il Club Treemme bensì negli spazi de Lo Sguardo dell'Altro).
  • Annalise (di Nathan Paoletta). L'ho comprato un po' per desiderio di completezza, e un po' perché me ne avevano parlato molto bene. Per il momento, tuttavia, mi desta qualche perplessità. Ammetto di non aver ancora terminato la lettura del manuale, ma... è proprio questa la cosa strana! Di norma, io i manuali di gioco di ruolo li divoro con una rapidità quasi ingorda, giacché sono una lettura che mi appassiona enormemente. Questo di Annalise, invece, caso più unico che raro, è un testo che mi respinge - la cui lettura mi affatica oppure mi annoia, costringendomi a una pausa ogni poche pagine. È per me una situazione insolita, forse senza precedenti. D'altro canto, devo dire che proprio questa singolarità mi rende abbastanza curioso di provare il gioco, visto che alla sola lettura non riesco minimamente a raffigurarmelo in azione. Vedo che utilizza una meccanica di risoluzione basata sugli Otherkind Dice, il che è di norma un grosso punto a favore, e che i "Claim" sono qualcosa di abbastanza simile alle "Minutiae" di Shock:, certamente uno dei miei giochi preferiti, perciò avrei pur ragione di nutrire buone aspettative. Vedremo...
Sia inoltre messo agli atti che:
  • Per questa volta, non ho comprato la nuova e fiammante edizione italiana di Montsegur 1244 (sempre da Narrattiva) semplicemente perché ne posseggo già l'edizione in inglese. Prima o poi, però, è probabile che farò l'acquisto, sia per il buon livello della componentistica, sia per l'interessante capitolo di approfondimenti che il mio buon amico Ezio ha aggiunto al manuale. Montsegur è un gioco eccelso che sono fermamente intenzionato a ri-giocare molte altre volte, e data la sua grandezza potrebbe ben meritare un "doppio acquisto".
  • Per questa volta, non ho acquistato Lo Spirito del Secolo (ultima novità da Janus Design) per la ragionevole certezza, su basi logistiche e per così dire "sociali", che nell'immediato futuro non ci giocherò. Consiglio però spassionatamente questo gioco (che ho provato con grande divertimento) a tutti coloro i quali abbiano "un buon gruppo di gdr tradizionale" che si riunisca con un minimo di regolarità e che contenga persone creative e fantasiose, ma pur sempre desiderose di giocare "leggero".
Picture is unrelated.

Thursday, March 4, 2010

One morning, in the heavy rain, the price of a hard choice came to be paid.

You don't use rational ethics to show that you're right, you use it to become right.

Sunday, February 7, 2010

+1

Parody is effective when it is also a good narrative.
Does this mean for a parody game to be effective it must also be a fun game? Yes, I think so.
(Ben Lehman, here)

Wednesday, February 3, 2010

Basta con la TVAmerica!

Due settimane or sono, nell'ambito della manifestazione CON-VIViO organizzata a Monza da La Chiave di Giano, nell'arco di due giorni partecipo:
  • al live Anger Control di Stefano Padovan (A.L.T.), che come situazione iniziale ha una seduta di terapia di gruppo. A Los Angeles.
  • a una "demo" della campagna live Lucciole e Lanterne del gruppo Bergamo di Mezzo, unico evento che non rientra nel discorso che sto facendo - anche perché era essenzialmente uno scenario fantasy.
  • all'ottimo Love is Blue di Fabrizio Bonifacio (che già conoscevo e di cui sono un sostenitore), piccolo capolavoro di suspense che utilizza (molto bene) i classici temi cinematografici del serial killer folle e del "gioco mortale", ma ponendo i giocatori in maniera molto convincente nel punto di vista delle vittime - persone normali la cui vita viene improvvisamente stravolta. Ambientazione? Da qualche parte in America.
  • al magnifico Dubbio (Doubt), di cui anzi mi sono ritrovato in maniera imprevista a essere il "regista" (per la seconda volta nella mia vita, e sempre con grande piacere). Si tratta dell'edizione italiana di un gioco i cui autori sono svedesi. I personaggi principali si chiamano Tom, Julia, Peter e Nicole. (*)
Aggiungo che avevo in programma (ma la cosa è poi saltata per il - prevedibile - dilungarsi di Dubbio) di partecipare al live Sturm und Drang, creato internamente a La Chiave di Giano: un live tutto incentrato sui profondi drammi interiori dei molti personaggi e ambientato, come ho poi scoperto, nei non-luoghi della estrema provincia statunitense come visti in film quali Clerks.

Are you sensing a pattern here? Well, I am.

Non vedo perché "l'ambientazione di default" per i giochi di produzione italiana, giocati in Italia, quando non è fantasy debba essere "l'America". In particolare perché "l'America" rischia di risultare essa stessa un mondo di fantasia: per la maggior parte di noi è l'ambientazione dei film di Hollywood, qualcosa di visto in TV, un mondo conosciuto solo attraverso opere di fiction... non la vita vera.
E questo è un difetto di design.
Se abbiamo la volontà di "mettere in gioco" problemi reali, di far provare ai giocatori esperienze anche estreme, ma di persone vere... Oppure, se vogliamo partire da questo senso di realtà anche solo per poi appositamente stravolgerlo, come accade spesso nei giochi horror o nei thriller... allora, l'utilizzo della pseudo-America come "setting" è un errore di design. Significa introdurre un ulteriore filtro tra giocatori e gioco (come se ce ne fosse in qualche modo bisogno!): il filtro di un mondo praticamente fantasy, appunto, perché esperito solo mediante fiction. Un appiglio in più per giocare "safe", se si vuole, ma non certo una spinta in più a mettersi intimamente in gioco.

* Dubbio, se si vuole, ha anche una giustificazione, nel fatto di essere "l'edizione internazionale" di un gioco svedese. Va riconosciuto che proprio l'editore NarratTiva, là dove era veramente indispensabile al funzionamento del gioco -- e cioè con Sporchi Segreti/Dirty Secrets -- ha osato un adattamento che non fosse semplice traduzione linguistica, "italianizzando" il gioco come infatti si doveva. Ma la prossima volta che giocherò a Dubbio voglio provare, sinceramente, a cambiare i nomi dei personaggi con versioni italiane. Basterà questo a togliere i giocatori-attori dall'imbarazzo (sempre palpabile) di non poter dichiarare alcunché di geograficamente connotato poiché non sono in alcun luogo, come in certi vecchi adattamenti televisivi Mediaset di serie animate giapponesi?

Wednesday, January 6, 2010

A differenza di Rob Balder, probabilmente io sono un nichilista

E per me questa sua striscia non è tanto espressione d'amarezza o malinconia, quanto gioiosa poesia. Se dovessi citarla per qualche motivo, non la userei come suggello di una fine, bensì a segnale di un inizio.
Buon anno a tutti i miei lettori.